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Per raddrizzare la schiena dobbiamo intervenire sui denti

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Occorre frapporre uno strumento tra i denti che riporti il cranio nella posizione corretta. Il cranio nella posizione corretta stende la colonna vertebrale. Il processo della distensione della colonna vertebrale non è immediato, ma richiede un certo tempo. L’immagine a sinistra rappresenta uno scheletro che si raddrizza. Lo spazio rosso tra i denti rappresenta lo strumento che riporta il cranio nella posizione corretta. E’ così che si armonizzano cifosi e lordosi.

Perché bisogna intervenire sui denti?

Bisogna intervenire sui denti perché questi sono incastonati nella mandibola. La mandibola è l’impalcatura su cui poggia il cranio. Infatti se i denti sono sufficientemente estrusi sull’impalcatura (mandibola) il cranio viene sospinto verso l’alto. Il cranio sospinto verso l’alto stende la colonna vertebrale. In questo modo le curve non fisiologiche (cifosi, lordosi e scoliosi) vengono eliminate.

Il ruolo della mandibola è fondamentale in questo processo di ricalibrazione della postura. Infatti la mandibola è un osso dello splancocranio, impari e mediano. È l’unico osso provvisto di un’articolazione mobile della faccia, l’articolazione temporo-mandibolare.

Essendo l’unico osso provvisto di un’articolazione mobile, la mandibola si trova in sospensione tra il cranio e lo ioide. Diventa una struttura stabile e portante solo nel momento del contatto occlusale. La massima stabilità si crea più precisamente in fase di deglutizione. Inoltre la sua mobilità rende di difficile intuizione il fatto che possa essere fulcro solido e di fondamentale importanza nel mantenimento del cranio. Proprio questa doppia natura rende la mandibola, insieme ai denti e all’apparato stomatognatico, la base su cui il cranio poggia, in questo sistema a circuito chiuso.

Conseguenzialmente, ciò che rende di difficile comprensione la natura della mandibola è il fatto che essa non offra appoggio costante al cranio. Proprio per questo motivo, oggi non è condivisa da tutti questa sua duplice funzione. Per questo non è sufficientemente valorizzato il ruolo portante della mandibola.

Inoltre bisogna dire che il contatto occlusale avviene sia involontariamente (es. durante la deglutizione) che volontariamente (es. quando si stringono i denti). L’appoggio del cranio, tramite il contatto occlusale, diventa maggiormente stabile durante una chiusura più forte da parte della mandibola. Infatti, durante l’atto della deglutizione i muscoli dell’apparto stomatognatico entrano in azione ed è proprio in tale momento che la mandibola diviene una struttura solidissima, proprio come l’albero di una barca a vela sostenuto dai cavi.

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