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L’Evoluzione Umana Dipende dallo Sviluppo dei Molari

May 29, 2018 | By |

Grazie a Moreno Conte abbiamo compreso nuovi concetti di anatomia umana. Tali concetti sono stati descritti ampiamente nel libro “Come mi sono finalmente raddrizzato”. Grazie a Conte abbiamo capito perché un corpo collassa, come fa a sorreggersi e come fare per farlo tornare in simmetria.

Ho quindi deciso di prendere le scoperte di anatomia fatte da Moreno Conte e incrociarle con le conoscenze di altre discipline per cercare di vedere se ne usciva qualcosa di buono. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato di indagare l’origine della specie umana.

Come siamo diventati Homo sapiens? Ebbene ho fatto un po di ricerche: unendo le scoperte dei paleontologi, con le nuove teorie di anatomia umana scoperte da Moreno Conte ne è uscito un quadro molto interessante.

Oggi posso dire con fierezza di aver aperto una nuova strada alla ricerca nel mondo dell’antropologia umana. Lascio questo scritto agli antropologi che vorranno approfondire l’argomento.

Ovviamente mi attendo un centinaio di lettere di protesta di paleontologi ottusi e un paio di lettere di giovani paleontologi svegli e curiosi. Saranno loro ad innovare la paleontologia.

Già da adesso do il mio in bocca al lupo ai nuovi paleontologi che abbracceranno queste intuizioni: sarà dura, ma ce la farete!

Adesso cerchiamo di capire perché lo sviluppo della specie umana eretta su due gambe debba questa evoluzione proprio ai molari. Quello che leggerete è sbalorditivo, non ci credevo nemmeno io.

La storia che abbiamo avuto in comune con le scimmie risale a circa 65 – 80 milioni di anni fa. A quei tempi intorno al mesozoico alcune specie si distaccarono dal ceppo degli altri mammiferi per dare vita alla specie dei primati.

Tra 35 e 5 milioni di anni fa si distaccò un’altra specie che possiamo definire scimmie antropomorfe (l’attuale gorilla, lo scimpanzè, l’orangutang…)

Infine dalle scimmie antropomorfe si distaccò un’altra frazione (gli hominidi) di cui facciamo parte anche noi. Probabilmente 5 milioni di anni fa.

L’australopiteco apparve infatti circa 5 milioni di anni fa, viveva nella Rift Valley, era alto un metro circa e il peso si aggirava tra i 35 e i 45 chili.

Ma come si sono sviluppati gli hominidi e perché hanno la postura eretta?

La tesi attualmente maggiormente diffusa tra i paleontologi, che spiegherebbe la nascita degli hominidi, è la seguente:

Gli hominidi si sarebbero sviluppati probabilmente a causa dell’aridità che colpì la terra in quel periodo e che fece ritrarre le ricche foreste tropicali. Infatti le scimmie antropomorfe e gli altri primati si erano diffusi in un ambiente tropicale con foreste rigogliose dove scimmie e altri animali potevano vivere in totale sicurezza e abbondanza di cibo.

Ma a causa dei cambiamenti climatici le foreste si ridussero a macchie di paradisi verdi ricchi di cibo. Queste macchie erano divise le une dalle altre da distese di savana coperte da erba alta. In queste savane c’erano leoni e giaguari. Per cui i primi hominidi erano costretti a camminare per brevi tratti nella savana alla mercé di veloci e aggressivi predatori.

Gli hominidi attraversavano tratti di savana per raggiungere macchie di foresta tropicale dove potersi installare, recuperare cibo e acqua. Quindi erano spostamenti necessari per il gruppo. Non potevano essere evitati.

Secondo la tesi universalmente accettata, la stazione eretta si è raggiunta proprio a causa di questa necessità. Infatti durante queste brevi traversate il gruppo era molto vulnerabile agli attacchi dei felini che si nascondevano tra l’erba alta. I primi hominidi quindi divennero tali perché durante questi tratti erano costretti a restare in piedi per avere una visuale migliore. Quindi forzavano la loro postura. Ovviamente poiché la fossa occipitale nelle scimmie antropomorfe è molto avanzata (rispetto al homo sapiens) questi facevano molta fatica a tenere la postura eretta.

Potevano restare in tale posizione per pochi minuti. Poi dovevano riposarsi. A questo punto la tesi ufficiale paleontologica si ferma e non dà altre spiegazioni.

Ammetto che questa tesi mi convince molto. Ma c’è da dire che la paleontologia lascia un vuoto scientifico notevole. Qual è il processo biomeccanico che ha condotto gli hominidi a diventare perfettamente eretti? Non viene spiegato affatto.

Credo che la soluzione fosse difficile da individuare fino ad ora perché non si conosceva il vero meccanismo che raddrizza la colonna vertebrale. Quindi credo che Starecta possa dare un contributo molto importante alla paleontologia. Vedremo più avanti come sia proprio l’effetto l’eva ad aver generato la stazione eretta.

Proseguiamo analizzando lo stato dell’arte della paleontologia ufficiale.

La paleontologia ufficiale dichiara esplicitamente che la caratteristica principale degli hominidi rispetto agli altri primati è:

  1. la locomozione bipede,
  2. l’elevato spessore dello smalto dentario (tradotto l’altezza dei denti) e
  3. l’ispessimento dei molari e premolari a detrimento di canini e incisivi.

A questo punto chiunque abbia qualche esperienza con il metodo Starecta sgranerebbe immediatamente gli occhi. La correlazione tra questi tre elementi diventa subito chiaro ad un qualsiasi Body Balancer. Eppure la paleontologia ufficiale dopo aver ammesso che negli hominidi questi 3 elementi sono comuni solo negli hominidi se ne dimentica.

Infatti la paleontologia attribuisce questi cambiamenti dei denti al mutamento della dieta, non al cambio della postura.  Secondo la paleontologia ufficiale la dieta cambiò da prevalentemente erbivora in prevalentemente carnivora. Tutto questo ha senso, ma c’è qualcosa che non torna. Gli altri primati con una dieta carnivora non mostrano un ispessimento dei molari a detrimento dei canini. Perché questo avviene solo negli hominidi?

I denti degli hominidi mostrano un’inversione di tendenza rispetto alle scimmie antropomorfe. In uno scimpanzè, ad esempio, sono grandi gli incisivi e i canini (anteriormente) e proporzionalmente più piccoli i premolari e i molari (posteriormente). Con l’Australopithecus avviene esattamente il contrario: i denti anteriori sono ridotti o molto ridotti, tanto che i canini sporgono pochissimo (o per nulla) dal piano di masticazione e gli incisivi tendono a ridursi, mentre i denti posteriori sono voluminosi, talvolta enormi, mostrando una conformazione dentaria che viene detta polarizzata.

In realtà alla luce delle scoperte nella biomeccanica umana (vedi metodo Starecta) possiamo dire che i cambiamenti nell’anatomia dentale siano legati alla postura eretta non al cambiamento di dieta. Sappiamo infatti che il cranio poggia sui denti posteriori e sono proprio questi che spingono il cranio verso l’alto.

Un’altra caratteristica anatomica degli hominidi rispetto alle scimmie antropomorfe è la posizione della fossa occipitale, quel buco situato sotto al cranio nel quale si incastra la colonna vertebrale e su cui poggia il cranio.

Negli uomini la fossa occipitale è avanzata rispetto alle scimmie che è praticamente situata dietro alla testa. Ora immaginiamoci lo sforzo che facevano queste scimmie antropomorfe per restare erette.

Questo esercizio può essere fatto da chiunque anche adesso. Immagina di essere una scimmia che a quattro zampe si sforza di stare su due piedi, si sforza di restare dritta. Accanto allo sforzo volontario di raddrizzare la colonna vertebrale c’è uno sforzo involontario che consiste nel tirare la testa verso dietro. Questo movimento aiuta il cranio a stare dritto. E’ lo stesso movimento che fa colui che ogni 15 giorni registra la nuova occlusione sul Rectifier, che coincidenza!

Per chi avesse provato questo esperimento e avesse capacità sensoriali allenate appare chiaro che il cranio in questo movimento poggia tutto sui molari. Sono i molari che sospingono il cranio verso l’alto. Dopotutto questo è lo stesso movimento volontario o involontario che eseguiamo quando deglutiamo.

E’ in questa chiave che deve essere letto lo sviluppo dei molari e dei premolari su cui poggia il cranio e che ci permette di tenere la testa alta e dritta. Anche l’inspessoramento dello smalto dentario (fenomeno tipico solo negli hominidi) serve a questo scopo: per spingere il cranio verso l’alto e tenere la schiena dritta.

La caratteristica principale dei primi hominidi è proprio l’apparato masticatorio tanto da essere definiti Australopithecus robustus non per la loro esile statura, ma per il loro imponente apparato masticatorio. Il punto è che l’apparato masticatorio serve per una funzione ben più importante della semplice masticazione. Serve per generare la stazione eretta. Altrimenti non si giustifica la sua importanza.

In questo nuovo contesto le ossa mascellari sono molto sviluppate e la mandibola viene messa in azione da muscoli masticatori (temporale e massetere) davvero notevoli. A loro volta, le dimensioni e la potenza di questi muscoli  condizionano molti aspetti della morfologia cranio-facciale nel Paranthropus. In primo luogo, osserviamo una caratteristica cresta sagittale sulla sommità (parte intermedia e posteriore) del cranio, che dà inserzione a muscoli temporali che sono di tali dimensioni da avvolgere quasi per intero la scatola cranica.

Immaginate lo sforzo che dovevano fare questi primi hominidi per restare eretti. Con il tempo l’inclinazione del capo e la riduzione della mandibola hanno razionalizzato questo sforzo e infatti con l’avanzare dell’evoluzione questi muscoli tenderanno a ridimensionarsi nuovamente.

Le fosse temporali (lo spazio che si crea dietro le orbite, fra arcata zigomatica e parete laterale del cranio) sono molto ampie e danno alloggiamento alle stesse masse muscolari, prima che esse trovino inserzione sul ramo (apofosi coronoidea) della mandibola. Di conseguenza le arcate zigomatiche sono vistose.

Lo sono perché devono fornire adeguate aree di inserzione ad altrettanto potenti muscoli masseteri che, a loro volta, vanno a inserirsi sull’angolo mandibolare. E’ proprio l’intero assetto della morfologia del cranio ad essere particolare, con lo scheletro facciale che tende ad accorciarsi e a farsi quasi concavo, assicurando una maggiore efficienza al sistema di leve mosso dai muscoli e agito da mascelle e denti.

Di fronte a queste trasformazioni però i paleontologi ne concludono che siamo di fronte ad un nuovo sistema masticatorio che si è adattato alla nuova dieta degli hominidi. Questa spiegazione non convince affatto. La montagna ha partorito un topolino!

Ma poi cosa succede? La mandibola torna a rimpicciolirsi. Ma perché???!!!

Osservando poi la mandibola è evidente che il suo rimpicciolimento (nell’homo sapiens) sia dovuto al fatto che una mandibola del genere, tanto sviluppata nei primati, impedisca una corretta stazione eretta. Una mandibola del genere pesa ed è inutile alla nuova stazione eretta dell’homo sapiens.

Questo rimpicciolimento del cranio (negli ultimi hominidi e nel sapiens) ha generato poi successivi cambiamenti nell’anatomia dei denti. Infatti i paleontologi hanno notato che nei primi hominidi i molari erano enormemente più sviluppati rispetto ai primati.

Poi però si verificò un’ulteriore inversione di tendenza. Perché?

Alla luce delle conoscenze apportate da Starecta mi sembra evidente che la spiegazione sia semplice. L’inclinazione della testa dovuta all’avanzamento della fossa occipitale (negli ultimi hominidi) ha reso più economico e meno gravoso tirare la testa in alto visto che la testa poteva finalmente poggiare anche sull’osso occipitale (Moreno Conte ha scoperto che nel homo sapiens di oggi il cranio poggia sia sull’osso occipitale che sui molari). Inoltre con la riduzione della mascella lo sforzo si è ridotto ulteriormente. Quindi non sono più necessari dei molari troppo grandi per tenere la testa in posizione rialzata. ecco perché i molari, negli ultimi hominidi, si sono rimpiccioliti di nuovo rispetto ai primi hominidi.

Al contempo avvenne un’altra modifica e in questo subentra a pieno titolo il principio di effetto leva scoperto da Moreno Conte.

Nei primi hominidi il molare più sviluppato era il terzo molare, mentre nell’essere umano moderno è il primo molare ad essere più sviluppato. Questo fenomeno può essere spiegato grazie all’effetto leva. Infatti il cranio poggia quasi interamente sui denti (in parte anche sull’osso occipitale) e come tutti i pesi ha un proprio fulcro. Il fulcro è il punto dove si concentra il peso maggiore.

 

Il fulcro, in fisica, è anche il punto di appoggio di una leva, quando questa solleva un oggetto. E’ indovinate questa leva a cosa serve? Serve proprio per sollevare il cranio.

Mano a mano che la mandibola si restringeva (ecco perché i denti del giudizio sono così dolorosi quando spuntano, proprio a causa del restringimento dello spazio dedicato alla mandibola) contemporaneamente si avvicinava al cranio. Di conseguenza il fulcro della leva per contribuire al sollevamento del cranio e della stazione eretta doveva allontanarsi. Infatti una leva è tanto più efficace quanto il fulcro è lontano dal peso che deve sollevare. In questo modo il peso del cranio si è dovuto spostare sul primo molare anziché sul terzo.

Qualcuno potrebbe dire che il rafforzamento dei molari interni sia dovuto al restringimento della mandibola e alla semiscomparsa del terzo molare. Ma allora perché non è stato il secondo molare a ingrandirsi? Perché il molare più interno e lontano dalla fossa occiptale si è ingrandito? Probabilmente a causa dell’avvicinamento della mandibola al cranio e alla necessità di allontanare il fulcro della leva.

fig 3

I paleontologi sostengono che l’ingrossamento dei molari nei primi hominidi sia dovuto al cambiamento di dieta e alla necessità di lacerare la carne. Ma perché gli scimpanzè che mangiano regolarmente carne hanno dei molari così poco sviluppati (fig. 3 mandibola a sinistra) rispetto ai primi hominidi (fig. 3 mandibola al centro)?

E’ probabibile poi che con la modifica della conformazione mandibolare il meccanismo che sosteneva il cranio sia diventato più razionale e negli ultimi hominidi si siano poi potuti rimpicciolire i molari. Si è avuto un risparmio energetico.

La paleontologia spiega il restringimento della mandibola sostenendo che il nuovo sistema masticatorio richiedeva un suo restringimento. Io credo che il suo restringimento sia sempre legato alla realizzazione di un sistema eretto più efficiente. Anche lo scimpanzè mangia carne e ha un muso allungato come si può vedere in figura 4 (scimpanzè a sinistra, umano a destra).  Eppure non sembra avere problemi durante masticazione.

Ma la paleontologia ufficiale insiste e sostiene che queste prime specie erano ancora essenzialmente vegetariane per cui tale particolare morfologia si giustifica con il fatto che nella savana ci fossero perlopiù alimenti difficili da masticare come radici e semi. Ma anche in questo caso tale tesi non sembra molto robusta, visto che successivamente gli hominidi hanno continuato ad avere dei molari più grandi dei canini.

fig.4

Secondo me la motivazione è un’altra ed è prevalentemente meccanica. Se costruiamo un grattacielo dobbiamo ridurre le sporgenze oppure creare un contrappeso. Il problema è che quando ci siamo messi su due piedi non avevamo un contrappeso dietro al cranio. Bisognava quindi arretrare la fossa occipitale e ridurre il peso della mandibola. Esattamente quello che è successo.

Per coloro che sostengono che l’Australopithecus abbia dovuto modificare la propria mandibola a causa di una dieta di semi duri e radici si guardi la mandibola di un gorilla che normalmente si ciba proprio di semi e radici. In figura 5 la mandibola del gorilla mostra come i molari siano meno sviluppati non solo dell’austrolpitecus, ma addirittura dell’umano.

Figura 5 Le mandibole di Austrolupitecus, gorilla e umano rispettivamente da destra verso sinistra.

Negli uomini i denti hanno smesso di avere una funzione unicamente masticatoria, per assumere una funzione posturale. L’hominide è l’unica specie vivente che ha trasformato i denti in uno strumento per sostenere la propria postura!! Ecco perché è fuorviante cercare di spiegare la dentatura hominide solo dal punto di vista della dieta. Finché continuate pensare che la dentatura dell’uomo dipenda dalla dieta siete sulla cattiva strada. I denti, nell’uomo, servono a tutt’altro!

I primi hominidi, che avevano dei molari più robusti, avevano una maggiore chance di tramandare il proprio patrimonio genetico per tre ragioni:

1)   Durante le brevi traversate nella savana potevano stare eretti più facilmente quindi avvistavano i pericoli prima e potevano mettersi in salvo

2)   Per la loro dote (restare eretti più a lungo) svolgevano un ruolo cruciale nel gruppo e le donne li sceglievano come partner proprio per la loro posizione sociale più importante

3)   Grossi molari assicuravano la possibilità di masticare meglio la carne quindi digerirla prima e meglio assumendone le proteine e avendo un corpo più robusto per far fronte alle sfide e allo sforzo della posizione eretta. Inoltre digerire prima significa liberare prima il sangue dalla digestione da destinare ad altre funzioni come il cervello e la posizione eretta.

Ciò ha fatto si che gli hominidi con dei molari sviluppati si siano adattati meglio alle nuove sfide e abbiano modellato la specie che in breve tempo possedeva dei molari enormi. Al contempo coloro che avevano la fossa occipitale più avanzata riuscivano meglio a stare in posizione eretta e hanno generato figli con la fossa occipitale più avanzata.

Piccola riflessione sul fulcro degli animali a quattro zampe

Io sono convinto che a differenza dell’essere umano gli animali hanno il fulcro sui canini anziché sui molari. E’ tutta una questione di inclinazione del cranio. Infatti il cranio sporto in avanti è come se cadesse verso il vuoto. Per questo motivo non fa pressione sui molari bensì sui canini.

Certamente c’è la contrazione muscolare dei masseteri, ma il primo contatto è sui canini per via dell’inclinazione per cui i masseteri non vanno oltre.

Negli uomini il primo molare si sobbarca la maggior parte del peso dell’occlusione. Una volta contattato il primo molare le due arcate dentarie non si avvicinano ulteriormente. L’unico modo per farle avvicinare consisterebbe nel limare il primo molare.

Negli animali avviene la stessa cosa, ma il primo contatto avviene sui canini per via dell’inclinazione del cranio e della posizione arretrata della fossa occipitale.

Come fare a sapere se gli animali hanno il fuclro sui canini?

Si può fare un semplice esperimento su se stessi. Basta mettersi a quattro zampe e inclinare il capo verso terra. Si sente come il peso del cranio spinga sui canini. Se si alza la testa lentamente si sente che il peso passa progressivamente sui molari.

Il sistema di occlusione animale è molto più efficiente di quello umano perché scarica verso il vuoto. Infatti se i canini non sono sufficientemente estrusi semplicemente aumenta l’inclinazione del capo fino all’occlusione. Se nell’uomo i molari non sono estrusi il peso del cranio va a scaricarsi sulla colonna vertebrale, che si piega e genera le scoliosi, le cifosi e le lordosi.

La vita sulla terra si è sviluppata ricercando sempre un risparmio di energia ed è ovvio che un sistema di occlusione separato dal sistema posturale,  quale quello nei quadrupedi, fosse più efficiente di un sistema interdipendente come quello umano.

La posizione eretta dal punto di vista biomeccanico è una follia!

Valerio Quatrano

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